Presentazione

Mario Artioli Tavani, scultoreIO Mario Artioli Tavani, scultore.

Mario Cavaradossi, pittore, in toscana canta “Vissi d’arte”.
E, anche la strada della mia vita è intinta innanzitutto nel colore, e “scolpita”, è proprio il caso di dirlo “dal ferro e dal fuoco”.
Ma io, senza nessuna presunzione, sono solo Mario Artioli Tavani, il piccolo “omino di fumo” come quello leggero e evanescente del codice di Perelà di Aldo Palazzeschi.
L’omino di fumo, che cerca il suo dialogo quotidiano, anche con il ferro e cerca di farlo volare insieme al fumo ed alle farfalle, come un po’ il povero Francesco parlava alle creature della terra e del cielo.
La vita richiede grandi sacrifici, perché possa essere perlomeno una vita degna di essere vissuta.

Lavoro in riva al torrente perché l’acqua è indispensabile perchè le mie creazioni si può dire che sono creature della natura (madre e maestra  diceva Leonardo),  “o nate per immersione entro la terra”, entro le piante, nell’erba, nei fiori e nell’acqua.
La mia bottega è una fucina di vulcano ove nascono, fra gocce d’acqua e miriadi di scintille stellari, le mie creature del ferro che volano silenziose e leggere nell’aria cercando quasi di ritornare nel cielo e nella terra da dove sono venute.